Le donne che ci ispirano.
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In occasione della giornata della donna, abbiamo voluto tracciare il ritratto di sette donne che ci influenzano.
Sette donne che ci influenzano per il loro coraggio e la loro audacia, per il loro percorso appassionante. Sono, per il loro vissuto e la loro manifestazione del coraggio femminile, per noi, esempi da seguire!
Cominciamo con Khadija,
Donna nobile, ricca commerciante, Khadija, chiamata anche Khadidja bint Khuwaylid, era un'abitante della Mecca proveniente dalla tribù degli Asad. Era conosciuta per essere una bella donna.
Prima di incontrare il Profeta Maometto ﷺ, era una donna divorziata, poi vedova del suo secondo marito. Era una commerciante indipendente che commerciava sia con le donne sia con gli uomini.
Il profeta dell'Islam Maometto ﷺ era uno dei suoi dipendenti; è proprio così che si sono conosciuti. Khadija, avendo trovato in lui fiducia, saggezza e lealtà, non esitò ad assumerlo. Al momento del loro incontro, Khadija aveva 40 anni e 3 figli, e il Profeta Maometto ﷺ ne aveva 25 (al momento del loro incontro, non era ancora Profeta)!
Khadija era una moglie di sostegno per suo marito e, al momento della rivelazione dell'Islam, fu lei la prima a crederci!
È anche una donna che ha lottato contro i nemici del Profeta con discernimento e coraggio.
Insieme, ebbero 6 figli: tre figli maschi che morirono in tenera età e quattro figlie: Zainab, Ruqayya, Umm Kulthum e Fatima.
Khadija è percepita nell'Islam come la madre dei credenti; fu anche la prima a pronunciare la Shahada: la professione di fede.
La seconda donna che ci influenza: Nusayba,
Nusayba Bint Kaab visse nel VII secolo, proveniente dalla tribù dei Banu Najjar, fu contemporanea del Profeta Maometto ﷺ. Era una donna guerriera; partecipò a diverse guerre, tra cui una al fianco del Messaggero.
Durante la battaglia di Uhud, aiutava i soldati nelle retrovie del campo di battaglia e, durante il ripiegamento dell'esercito del Profeta, andò in prima linea per proteggere il Profeta dai suoi nemici, accompagnata dai compagni più fedeli.
Quando si trovò disarmata, approfittò di un momento di distrazione di un soldato del campo avversario per recuperare la sua arma e combattere come una vera guerriera!
Partecipò a diverse guerre in compagnia di altre donne guerriere.
Al di là del suo profilo di valorosa guerriera, era una donna in perpetua ricerca di sapere, in particolare religioso, filosofico, e particolarmente impegnata sulle questioni riguardanti il posto della donna nell'Islam. Fu del resto la prima a interrogarsi su queste problematiche di inclusione, tanto che espresse al Profeta le sue domande, in seguito a cui rivelazioni coraniche inclusero sia gli uomini sia le donne.
La terza donna che ci influenza: Khawla,
Contemporanea del Profeta Maometto ﷺ così come di Nusayba, Khawla Bint Al-Azwar era una donna di grande bellezza, bruna, slanciata, eloquente; proveniva da una famiglia di rango socialmente elevato.
Molto vicina a suo fratello che era un soldato dell'esercito, gli insegnò tutte le tecniche di combattimento, dalla manipolazione delle armi bianche alle arti marziali, il che ne fece un grande soldato! Fu tra le prime donne a sviluppare il concetto di tende mediche per curare i soldati.
Andò in soccorso di suo fratello quando fu testimone del suo rapimento da parte dei bizantini. Al galoppo, attraversò il campo di battaglia. Armata di una lancia e di una spada per difendersi da chi avesse voluto sbarrarle la strada, vestita con l'armatura di un guerriero dissimulata da una lunga veste nera, nascondendo anche il proprio volto.
I soldati la seguirono e il capo dell'esercito si interrogò sull'identità di questo misterioso «cavaliere». Tutti i soldati erano stupefatti dall'agilità del misterioso soldato e pensarono inizialmente che si trattasse di uno dei compagni: Khalid Ibn al-Walid. Quando quest'ultimo scoprì che in realtà era Khawla questo «misterioso guerriero», le propose allora senza esitazione di unirsi all'esercito e combattere con loro! In seguito a ciò, arrivò a comandare un esercito di soldati che guidò per andare in soccorso di suo fratello! Coraggiosa e rispettata, continuava a combattere con impeto, ma finì per essere catturata.
Il generale bizantino, desideroso di incontrare la molto rispettata Khawla, volle farne sua moglie, proposta che lei rifiutò con molto disprezzo.
Fu rinchiusa in una tenda, con altre donne che erano state catturate per essere poi abusate. Riuscì a liberarsi e liberò le donne presenti con lei, poi prese l'iniziativa di addestrarle al combattimento. Si armarono con tutto ciò che trovavano di appuntito, poi insieme abbatterono trenta soldati e fuggirono; Khalid venne in loro soccorso con il suo esercito.
Per rendere omaggio al suo coraggio e ricordare questa figura guerriera, il nome di Khawla è portato da diverse strade e scuole in Arabia Saudita, così come da diverse scuole di città arabe.
Un'unità militare femminile porta il suo nome in Iraq, così come un collegio militare per donne negli Emirati Arabi Uniti.
Quarto ritratto ispiratore: Balkis,
Balkis, conosciuta come la Regina di Saba, regno situato nello Yemen. La sua storia è raccontata da diversi racconti religiosi; appare nei tre libri sacri monoteisti con una versione diversa ogni volta.
Si racconta che la Regina Balkis e il suo popolo venerassero il Sole. Era molto devota al suo popolo, amata e rispettata da tutti.
Quando chiede ai suoi uomini come reagire in seguito alla lettera che aveva ricevuto da parte di Salomone, nella quale quest'ultimo chiedeva al suo popolo di sottomettersi, questi le risposero che avrebbero potuto agire, sotto il suo comando, con la forza. Cosa che lei rifiutò perché era pacifista. Criticò l'operato di alcuni dirigenti che, secondo lei, «corrompono le città».
In risposta, prese l'iniziativa di inviare un dono composto da una grande quantità d'oro e pietre preziose; questo le permetteva di preservare la pace e privilegiare il dialogo ed evitare la guerra e il conflitto. Ma prima di tutto, si trattava di una strategia che le permetteva di testare le intenzioni del Re Salomone per capire se le sue intenzioni fossero materiali o davvero spirituali.
Quinto ritratto ispiratore: Cleopatra,
Cleopatra visse nel primo secolo prima della nostra era; regnò sul Regno d'Egitto dopo la morte di suo padre nel -51, insieme a suo fratello Tolomeo, che era anche suo marito.
Cleopatra è la prima donna ad aver governato un regno; conosciuta per la sua forza di carattere, regnava con determinazione ed era pronta a tutto per l'amore della sua patria.
Cleopatra è anche conosciuta per aver usato il suo fascino e quindi il suo potere femminile per raggiungere i propri fini. In diversi racconti è descritta come una donna di grande bellezza, elogi alla sua bellezza che sono tuttavia controversi. Tuttavia è una figura incontestata di eloquenza e intelligenza; Cleopatra era una fine stratega, qualità che metteva in pratica al servizio del suo regno e dei suoi interessi.
Durante il suo regno, il marito (e fratello) così come la sorella di Cleopatra tentano di escluderla dal potere, in seguito a cui lei chiede l'aiuto del generale romano Giulio Cesare. Quando lo incontrò, se ne innamorò perdutamente e si adoperò per restituire a Cleopatra il suo trono dopo la sconfitta del faraone.
Cleopatra e Giulio Cesare avranno una relazione per dieci anni, e avranno un figlio. Quando Giulio Cesare morì, lei seduce un altro generale romano, Marco Antonio, una relazione che diede origine a tre figli.
È importante contestualizzare la storia di Cleopatra:
Alla sua epoca, i costumi erano più liberi, per cui gli amori libertini non erano considerati immorali o anormali. Cleopatra si servì quindi di queste possibilità di seduzione per raggiungere i propri fini e soprattutto conservare il suo posto di Regina del Regno d'Egitto.
Sebbene oggi questo possa apparire poco femminista alla luce delle correnti moderne del femminismo, la sua strategia era, per l'epoca, tra le più audaci, perché sedurre era proprio del potere sacro della femminilità per eccellenza, e usare ciò per interessi politici era quanto mai ingegnoso.
Sesto ritratto ispiratore: Zaynab an-Nafzawiyya,
Nata nell'XI secolo in Marocco, nell'Alto Atlante, Zaynab an-Nafzawiyya era la figlia di un ricco mercante proveniente da una tribù berbera. Dotata di un'eccellente istruzione, mostrò molto presto una forte propensione per la politica e per la strategia.
Prima moglie di un capo tribù berbero, finì per divorziare a causa di un carattere troppo audace per il suo ex marito. Sposò allora un emiro, che morì poco tempo dopo in seguito a una battaglia.
Quando rimase vedova, ricevette molteplici richieste di matrimonio da parte di emiri, che rifiutò constatando che nessuno avrebbe soddisfatto le sue aspettative: sposare un uomo capace di governare sul suo territorio e oltre.
Qualche tempo dopo, fu catturata e portata nell'harem di Abu Bakr Ben Omar, che ne fece molto rapidamente la sua concubina.
Durante una ribellione, questi propose a Zaynab di partire per non lasciarla sola, pensando che non sarebbe tornato sano e salvo.
Sposò allora il primo sultano della dinastia berbera degli Almoravidi, Yusuf Ibn Tashfin, che era ammirato dalla sua intelligenza e la coinvolgeva nei dibattiti e nelle decisioni politiche. Lo affiancava nelle trattative politiche con gli uomini di potere; eccellente oratrice, veniva soprannominata «La maga». Influenzò suo marito nella conquista degli emirati vicini e dell'Andalusia. Alla fine, suo marito la associava a tutte le direttive della dinastia. Durante l'assenza di suo marito, si occupava degli affari del popolo; per esempio, aveva disegnato la pianta di Marrakech, che all'epoca era ancora una città deserta, in seguito a cui Yusuf Ibn Tashfin edificò la città di Marrakech sull'immagine della pianta di sua moglie.
Zaynab fu quindi un modello di influenza per le donne della sua epoca; a partire dal suo governo, le donne entrarono nella sfera pubblica e nel mondo del lavoro diventando mediche, insegnanti, e partecipando anch'esse ai dibattiti politici. Fu anche artefice dello sviluppo della cultura e della letteratura in Marocco.
Settimo ritratto ispiratore: Shajar al-Durr,
Shajar al-Durr era una Mamelucca, cioè una schiava catturata da bambina durante le guerre contro i non musulmani. I Mamelucchi godevano di un'istruzione religiosa e militare, e di possibilità di accesso a ranghi elevati nella società. Visse nel XIII secolo in Egitto.
Fu comprata come schiava dal Sultano d'Egitto, As-Salih Ayyub, che non tardò a farne sua moglie. È una decisione che si rivelerà del tutto benefica per il suo governo, perché Shajar, avendo una disinvoltura e un gusto pronunciato per la geopolitica mentre il Sultano perdeva popolarità presso il popolo, si incaricava allora di consigliarlo e di elaborare con lui i suoi piani politici, grazie ai quali riuscì nelle sue conquiste. Riuscì più di una volta a salvargli la vita, di fronte a complotti che si preparavano allo scopo di estromettere suo marito.
Durante l'assenza di suo marito, si incaricò di occuparsi della difesa dell'Egitto di fronte all'intrusione di nemici sul suolo egiziano. Al suo ritorno, suo marito morì qualche tempo dopo… Ma per poter continuare a dirigere dignitosamente il suo paese senza suscitare un'ondata di panico, decise di non annunciare questa notizia e fece credere che fosse semplicemente malato, arrivando persino a far consegnare pasti a suo Marito per non seminare il dubbio. Prese il comando e organizzò le strategie di guerra in coordinamento con il capo degli eserciti, il che permise all'Egitto una vittoria schiacciante! Fece catturare il Re di Francia esigendo per lui un buon trattamento; quest'ultimo rimase ammirato davanti alla cultura e al fascino della bella Shajar. Il che lo ispirò profondamente, in particolare quando venne a conoscenza della sua biblioteca piena di libri che raccontavano diverse culture. Si interessò allora a sua volta ai libri, alle culture straniere, e rifece persino l'architettura del suo castello, tanto lei lo aveva ispirato.
Più tardi, sposò Aybak, un uomo proveniente come lei dal popolo dei Mamelucchi, che governò l'Egitto. Durante il suo regno, era in realtà Shajar a prendere tutte le decisioni utilizzando il nome di suo marito. Ma suo marito non tardò a sposare una seconda donna, cosa che lei non sopporterà, e per questo motivo lo farà assassinare!
Ma ciò non sarà senza conseguenze poiché, assassinando suo marito, che era sposato prima di lei e aveva già un figlio, mise maldestramente al potere suo figlio, che ancora bambino, lasciava il regno alla madre…
Quest'ultima si vendicò allora di Shajar e la fece bastonare a morte…
Una fine tragica per un percorso potente e ispiratore; Shajar non era che una schiava, ma grazie alle sue capacità, finì per salire al potere!